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| PROGETTI | |
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IL PROGETTO
Miti, leggende & fiabe è un progetto che vuole porre il pubblico – giovani, ragazzi e bambini - nella condizione di diventare soggetto attivo e L’associazione sta già da tempo sperimentando l’ampia tematica del “mito” che sarà concretizzata in un terzo spettacolo ASAP. Nella metodologia della proposta, presupposto essenziale per la riuscita del progetto è la SCUOLA. La scuola come contesto sociale chiuso (ossia protetto e supportato dagli insegnanti) e al tempo stesso aperto (ossia lontano da meccanismi parentali, genitoriali e familiari in genere). Sempre più la scuola si confronta con i problemi sociali che la circondano. Negli ultimi anni anzi sembrano sempre più acuirsi atteggiamenti e disagi che, maturati all’esterno, esplodono con violenza fra le mura degli istituti scolastici. Ecco che allora non si può far finta di niente. La riflessione, talvolta anche L’associazione, dopo più di dieci anni di sperimentazione all’interno dei laboratori e a seguito della messa in scena di numerosi spettacoli di teatro ha sentito fortemente l’esigenza di una collaborazione con la scuola, perché una performance teatrale con questi presupposti potrebbe essere davvero un elemento di complemento e di completamento del curricolo scolastico sia dal punto di vista didattico, che da quello educativo e di formazione e crescita del ragazzo o del bambino. Miti, leggende & fiabe parte quindi dall’archetipo – e non dallo stereotipo! – di un tempo lontano e di uno spazio indefinito, affronta il problema – dell’uomo, della donna, del bambino: dell’essere … - e attraverso l’attore – corpo, voce, emozione – lo propone al pubblico rendendolo umano, attuale, a portata di mano, quasi vero. La risoluzione al problema è in tutte le fiabe, che devono necessariamente concludersi con … e vissero felici e contenti. Noi non possiamo proporre una soluzione al problema, anche perché mentiremmo al nostro pubblico: “l’archetipo della soluzione” non esiste! Siamo in grado però di mettere il pubblico in condizione di vivere un’emozione che può portare i ragazzi ad una riflessione - attraverso il “vedersi riflessi” sulla scena. Il ruolo degli insegnanti, prima dello spettacolo, preparando la classe all’esperienza di teatro, e dopo, raccogliendo le riflessioni dei ragazzi – qualora ce ne fossero – ed incoraggiandoli a trovare la o le possibili soluzioni al problema o ai problemi incontrati per mezzo della pièce teatrale; non può che essere di grande importanza: l’insegnate è la figura che fa da raccordo tra la realtà scuola e la realtà famiglia; e tra la realtà finzione dello spettacolo e la realtà sociale e personale dello studente. Qualora fosse gradita una più stretta collaborazione tra la ns. associazione con gli insegnanti interessati ad un approfondimento delle tematiche trattate e le metodologie di applicazione es. questionario, confronto attori/pubblico a fine spettacolo, testi di riferimento etc., siamo a completa disposizione dell’istituto. SPETTACOLI PROPOSTI "C'era una volta ... ma ora non c'è più" | "Genesi" |
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| C'ERA UNA VOLTA ... MA ORA NON C'E' PIU' | |
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Cinque piccole confessioni di altrettanti personaggi usciti dalla fantasia del nostro vissuto di piccoli uomini. C'era una volta ... ma ora, forse, non c'è più. Dove sono finiti Biancaneve, il Gatto con gli stivali, Cenerentola, Alice ... Pinocchio?!!! Sono ancora in quel mondo di fantasia o si sono adattati alla cruda realtà dei fatti? Forse se li sono mangiati la televisione ed internet sostituendoli con piccoli o grandi sogni, speranze di un futuro migliore, di amore e amicizia eterna ... con pseudo-realtà dove lo spazio alla fantasia si restringe sempre di più. Quindi C'era una volta ... ma ora non c'è più ... nessun racconto, nessuna morale, cinque confessioni, appunto, che possono fare da specchio a quello che possiamo diventare quando smettiamo di credere in noi, in qualcosa di meglio, quando smettiamo di essere "rivoluzionari" nei sogni e nei fatti. Non dobbiamo diventare per forza Re, Regine o adulti per poter dire ... e vissero tutti felici e contenti! |
| GENESI | |
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Nell'immagine del manifesto campeggia la “Torre di Babele”. Nello spettacolo, diviso in cinque quadri (La creazione, Adamo ed Eva, Caino e Abele, il Diluvio universale, la Torre di Babele) è il quadro finale, di chiusura. Se penso alle motivazioni che mi hanno spinto verso questo lavoro mi è abbastanza evidente che la “Torre di Babele”, con tutta la sua simbologia, è il vero punto di partenza, il motore delle riflessioni che ci siamo posti con la compagnia in sede di allestimento. Per capire, per conoscere. Non una “Genesi”, ma tante “Genesi”; perché le genti sono state divise, non solo fisicamente, ma anche culturalmente, religiosamente, linguisticamente. E quello che prima era unito è divenuto poi diviso, lacerato, conflittuale. Spesso, nella nostra società sempre più multietnica, diffidiamo, critichiamo “l'altro” e la sua cultura, senza in realtà conoscerne la storia, le origini. Ecco perché abbiamo voluto raccontare la “nostra” Genesi come una grande fiaba raccontata a bambini. Una fiaba piena di dolcezza e violenza (quale non lo è), raccontata con parole e immagini, semplici ed evocative. Per poi confrontarla con tante altre fiabe. Per scoprire che i sentimenti, le “vicende umane”, le speranze, sono simili ad ogni latitudine. E narrano il viaggio di un unico grande popolo: quello di noi umani. |
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