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Festival in costruzione - Teatro Azione - 2006
La Terza edizione del Festival estivo di San Casciano Val di Pesa propone una rassegna teatrale interamente dedicata al tema del lavoro, un argomento che riunirà diversi spettacoli sotto l’imbarazzante domanda: Il lavoro rende liberi ...?
Emergono, come in un’esplosione, significati e contraddizioni assolutamente favorevoli all’espressione artistica. In ordine sparso, appare il personaggio di Tempi Moderni interpretato da Charlie Chaplin, seguito dall’operaio Stakhanov e la sua terrificante “sana emulazione socialista”. Poi si passa alla Storia, dove il lavoro si declina in tutti i modi, sia in una prospettiva di tradizione sotto l’emblema di Vichy, che lo mette in testa alla trilogia “Travail, Famille, Patrie”, sia in una prospettiva di cambiamento, come quando gli insorti di Lione del 1831 gridavano: “Il lavoro o la morte!”. Anche l’ironia popolare può venire in mente per raccomandare l’astinenza ai forzati del lavoro, con il consiglio elargito da questo delizioso proverbio corso « Se hai voglia di lavorare, siediti e aspetta che passi ». Dal punto di vista dell’affermazione culturale, il regista Roberto Rossellini ci ricorda che in napoletano, la parola “lavorare” non esiste: si dice “fatigare”. Sfilano quindi le immagini di attualità, perché c’è anche la tragedia contemporanea delle tre persone che muoiono ogni giorno in Italia, vittime del lavoro. E poi la crudeltà statistica che indica che il lavoro fa tuttora nel mondo più morti degli incidenti stradali, le guerre o l’aids. In definitiva, di fronte al tremendo obbligo di “lavorare per vivere”, si associa la folle convinzione che il lavoro non è l’orizzonte insuperabile dell’umanità e che l’insaziato desiderio di una libera disposizione del tempo è il possibile quadro per lo sbocciare dell’attività umana. Il lavoro rende liberi...? Tre puntini di sospensione e un punto interrogativo non riusciranno mai a far sparire il riferimento alla terribile frase che annunciava, come una maledizione, l’entrata del campo di concentramento di Auschwitz. Eppure sarà proprio negli spazi che suggeriscono questi segni d’interpunzione che gli artisti presenti al Festival tenteranno di infiltrarsi per declinare la loro appassionante grammatica teatrale su tutti i temi: Un po’ di etimologia per lo spettacolo Tripalium che ricorderà in un modo tragi-comico l’origine della parola “travaglio”. Tante frasi interrogative intorno a questo Cameriere James che ... L'Albero della rivolta pone tanti puntini per sospendere le Lotte contadine e mezzadrili in Toscana nella storia mai terminata delle lotte sociali… Patrick Duquesne ![]() |
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