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Festival in costruzione - Teatro Azione - 2008


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Direttore artistico: Patrick Duquesne


Credere...?


Le Religioni "terrestri" ci hanno certificato alla fine del secolo passato, che il capitalismo, il denaro e la Democrazia, costituivano "l'Orizzonte" ormai insuperabile dell'umanità; CREDERE nella fine della Storia?
Di fronte a questo "credo" profano, scandendo per sempre la vita intorno all'aumento del prezzo del prezzo del petrolio e alla scomparsa d’immense foreste nel nome dello sviluppo, in tanti hanno preferito rivolgersi a delle religioni più “ celesti”. Dal momento che il  nostro passaggio su questa buona vecchia terra deve limitarsi ad appoggiare la crescita del PIL e la gestione dell’economia globalizzata, perché dovremmo fare a meno d’investire il proprio capitale di fede in delle religioni che danno sollievo alle tristezze quotidiane, e ci garantiscono, certo per l’aldilà, un Reame dei Cieli finalmente senza poveri ne ricchi, senza contatori del gas e senza politici ? Credere... in un piccolo compenso postumo ?
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Incompleti, ignoranti e mortali davanti all’ infinita potenza economica, gli uomini cercano in Dio la propria immagine rovesciata
(capovolta? ) e costituiscono, con i propri difetti rivoltati come le dita di un paio di guanti, una potenza dotata delle qualità opposte.
Sono piccolo? Dio è grande.
Sono finito? Dio è infinito.
Sono ignorante ? Dio è onnisciente.
Sono mortale ? Dio è immortale.
Credere… per ultimarsi (completarsi ?).

Ma alla fine, che uno teorizzi la fine della Storia o preghi l’infinito dell’Aldilà, non è che siamo tutti e sempre profondamente alla ricerca di un credo per l’umanità ?

E se questa credenza nell’essere umano si nascondesse nelle nostre cucine?
E quello che ci piacerebbe tanto pensare, proprio come Dario Fo il cui Mistero Buffo ci ricorda con tanto umorismo che la credenza della comunità costituita intorno a Fra Dolcino, celava un tesoro particolarmente lontano dal mondo del denaro: quella credenza, poco convenzionale, significava che “tutto quanto veniva raccolto e prodotto veniva messo insieme, e poi distribuito a tutti quanti, non a secondo di quello che uno aveva dato, ma a secondo del suo bisogno”.

Ecco una credenza che, eretici al modesto modo nostro, ci piacerebbe esplorare. Per golosità probabilmente, ma anche forse perché trasportiamo tutti un po’ di quelle eresie. Di sicuro e in ogni caso perché nella vita come a teatro, la nostra infinita inclinazione alla fantasia e all’immaginazione fa si che ci è sempre difficile porre la parola “fine” alle nostre Storie.

Che uno ci creda o meno,  ecco alcune audacie e tematiche che ci piacerebbero condividere con tutti quelli che, attori o danzatori, registi o cineasti, fotografi o scrittori, parteciperanno alla
QUINTA edizione del Festival in costruzione TeatroAzione - San Casciano in Val di Pesa (Fi).

Il TEATRO è una menzogna, ma bisogna crederci perché dice la verità.

Patrick Duquesne


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