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TEATRO - EVENTI

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Teatrando ... teatrando / Opificio 47 - Compagnie teatrali
e con la collaborazione di
La Tarumba / Laboratorio Amaltea - Associazioni Culturali

Noi facciamo i fantasmi

Regia: Viviana Ferruzzi, Samuel Osman
con: Letizia Bagni, Marco Benincasa, Elena Biagini, Jacopo Biagioni, Eleonora Bigazzi, Chiara Bondielli, Mirco Breschi, Elena Bruni, Cristiana Calbi, Giulia Farina, Marta Farina, Viviana Ferruzzi, Laura Mugnaini, Samuel Osman, Simone Petri, Lorenzo Ricci, Federica Salvini, Antonio Timpano, Daniele Timpano, Paola Vaccaro
Noi facciamo i fantasmi
Liberamente tratto da "I giganti della montagna" di Luigi Pirandello
“Noi facciamo i fantasmi, tutti quelli che ci passano per la mente, con la divina prerogativa dei fanciulli che prendono sul serio i loro giochi, la meraviglia ch'è in noi la rovesciamo sulle cose con cui giochiamo, e ce ne lasciamo incantare. Non è più un gioco, ma una realtà meravigliosa in cui viviamo, alienati da tutto, fino agli eccessi della demenza”. Con queste parole Cotrone, il Mago, accoglie la Contessa e la sua Compagnia nella Villa detta “La Scalogna”, indefinito luogo dove vivono gli “scalognati”, appunto, reietti della società e confinati “agli orli della vita”; esseri che danno corpo ai fantasmi, alla propria fantasia, ai propri sogni, vivendo in una continua “sborniatura celeste”. “Siamo qua come agli orli della vita, Contessa. Gli orli, a un comando, si distaccano; entra l'invisibile: vaporano i fantasmi. E' cosa naturale. Avviene, ciò che di solito nel sogno. Io lo faccio avvenire anche nella veglia. Ecco tutto. I sogni, la musica, la preghiera, l'amore... tutto l'infinito che è negli uomini, lei lo troverà dentro e intorno a questa villa”. Nell' “incontro/scontro” di questi due diversi mondi teatrali si riflette l'eterna tematica “poesia-teatro”, il rapporto dialettico "testo-rappresentazione". Da un lato l'ideale pensato, il puro spirito scaturito dalla fantasia del poeta (i “Fantocci”, gli “Scalognati” e Cotrone): il "Teatro puro" - “Manca forse il necessario, ma di tutto il superfluo abbiamo una tale abbondanza ...” - Dall'altro lato la rappresentazione come fase essenziale, determinante dell'opera teatrale (il teatro è tale in quanto lo si fa), come Ragione, scelta di un "genere"; lo spettacolo, dunque, che implica la responsabilità dell'interprete, necessariamente condizionato dalle incertezze, dai rischi, dagli errori di valutazione e d'interpretazione (sia in eccesso che in difetto), e che resta comunque legato ad una realtà concreta di mezzi, di cose, di uomini, di pubblico. "Teatro rappresentato" (la Compagnia della Contessa). Ma c'è anche un terzo lato, il pubblico, e cioè i “Giganti”, la reale realtà, “schiavi” ottusi ed anonimi di altri ancor più irraggiungibili “Giganti” che sono fra noi, dentro di noi, dietro di noi, sopra di noi, in un perenne agguato fatto di mille distrazioni, tentazioni, prevaricazioni, ipnotici diversivi; agguati del sistema, dei comuni retaggi della vita quotidiana che soffocano e rinnegano l’atto poetico. Come comunicare al pubblico contemporaneo, al di là delle parole scritte o non scritte, dette o non dette, la reciprocità delle sconfitte, i differenti gradi e stati dei diversi modi di essere?

Rappresentazioni:
12 gennaio 2010 - Teatro Boito - Greve in Chianti (Fi)
24 gennaio 2010 - Cinema Teatro Everest - San Casciano v.p. (Fi)

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